Category: metodo e memoria

La Memoria: il nostro computer personale. Cosa vuol dire imparare a memoria?

francesca_lombardoLA MEMORIA

Il nostro computer personale

Tutti siamo stati traditi qualche volta dalla memoria. Ma è forse la facoltà mentale alla quale ricorriamo più spesso e dalla quale esigiamo maggiore sforzo. Molto spesso la si considera una qualità specifica, quasi un dono o un privilegio.

Senza dubbio è il prodotto della congiunzione di una serie di funzioni psichiche che si traduce nella capacità di ritenere e di ricordare: ma cos’è la memoria? Come funziona? E’ inevitabile il suo declino con il trascorrere del tempo? Quali sono i metodi e gli esercizi per mantenerla aggiornata?

Senza memoria non ci sarebbe apprendimento.

Se non avessimo la memoria, nonostante gli organi di senso, non saremmo coscienti di ciò che abbiamo visto o udito: gli stimoli passerebbero attraverso noi senza lasciare traccia. Grazie alla funzione della nostra mente di ricezione e ritenzione cerebrale, detta appunto memoria, siamo sicuri degli stimoli che percepiamo.

Tutto l’apprendimento implica la capacità di ritenere: non sarebbe possibile apprendere se non rimanesse in noi qualcosa dell’esperienza precedente. Senza memoria non potremmo ripetere niente, senza memoria dovremmo, ogni volta, apprendere ciò che ci accingiamo a fare. Si capisce facilmente come la memoria, la sua conservazione o la possibile perdita, siano motivi di grande preoccupazione.

Nonostante ciò solamente in rarissimi casi, i programmi didattici ed educativi prevedono lo studio dei processi mentali che presiedono la memorizzazione e ancor più raramente vengono insegnati metodi specifici per ricordare con maggiore efficacia e semplicità.

L’atteggiamento comune nei confronti delle capacità mnemoniche è in effetti abbastanza passivo o persino fatalista se non addirittura negativo: la capacità di ricordare viene vista come una qualità innata, quasi un dono od un privilegio, spesso destinata a tramontare a causa di eventi esterni come l’età, lo stress, l’attività lavorativa ecc.; casualmente, o per involontaria associazione con qualche stimolo, i dati percepiti nel passato ogni tanto emergono dall’oblio senza che si riesca a piegare alla nostra volontà.

Quando si sente dire “imparare a memoria”, spesso la sensazione è piuttosto spiacevole. In realtà non è negativo l’imparare a memoria (in contrapposizione con la semplice libera comprensione), bensì il sistema adottato per la memorizzazione. La maggioranza delle persone si limita infatti a d usare la memoria in maniera “retroattiva”, ossia ripete infinite volte il concetto che vuole ritenere, escludendo così il processo di comprensione vera e propria di ciò che viene appreso e mettendo oltretutto la mente nelle condizioni più complicate per ricordare.
La memorizzazione è invece un processo dinamico ed attivo che utilizza l’intelligenza, la creatività e la fantasia della persona. E’ un processo semplicissimo e di facile applicazione in grado di agire sul cervello con meccanismi abbastanza complessi, ma con un metodo molto naturale che, a differenza della ripetizione ad oltranza, asseconda il normale funzionamento della nostra mente.
Articolo a cura di Francesca Lombardo

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